In molte ristrutturazioni la parola d’ordine sembra essere una sola: demolire. Più si toglie, più si pensa di essere liberi. In realtà non sempre è così. Anzi, spesso il progetto migliore nasce quando si ha la lucidità di capire che cosa vale la pena conservare.
Un muro, una quota, un pavimento, una vecchia apertura, una struttura interessante o anche solo una certa materia possono diventare il punto di partenza di un progetto più intelligente e più carattere.
Demolire costa due volte
Prima si paga per togliere e smaltire, poi si paga per rifare. Questo non significa che si debba conservare tutto, ma che ogni demolizione dovrebbe avere una ragione vera e non essere una scelta automatica.
L’esistente può diventare una risorsa
Mi capita spesso di vedere elementi dati per spacciati troppo presto. Poi, riguardandoli meglio, diventano una quinta, un fondale, un contrasto interessante con il nuovo o semplicemente una parte autentica della casa.
Meno demolizioni, meno spreco
C’è anche un aspetto molto concreto: meno materiale demolito significa meno rifiuti, meno trasporti e meno risorse impiegate. È una delle forme più oneste di sostenibilità in una ristrutturazione.
Ristrutturare bene non vuol dire cancellare tutto. Vuol dire capire cosa merita ancora di far parte del progetto.
