Architettura
Distribuzione, relazioni tra ambienti e gerarchia degli spazi domestici.

Dall'archivio dello studio · 1999
Questa pagina raccoglie e organizza ciò che resta di un progetto residenziale del 1999 seguito in modo integrale: architettura, interni, impianti, direzione artistica e direzione lavori. Le tavole mostrano un metodo che ancora oggi considero fondamentale: progettare in modo da poter costruire davvero.

Perché questa pagina
Queste tavole dimostrano che già oltre venticinque anni fa il progetto non si esauriva in una pianta distributiva. L'abitazione veniva affrontata come un insieme coordinato di spazi, materiali, arredi fissi, impianti e cantiere.
Per questa casa lo studio ha seguito progettazione architettonica, progetto esecutivo, impianto elettrico, impianti termoidraulici, direzione artistica e direzione lavori. Ogni elaborato aggiunge un livello di controllo: dall'ingresso ai percorsi, dalla qualità della zona giorno alla definizione della suite matrimoniale, fino ai dettagli di posa dei materiali.
Il progetto non serviva a suggerire un'atmosfera: doveva contenere le informazioni necessarie per costruirla.
Distribuzione, relazioni tra ambienti e gerarchia degli spazi domestici.
Pavimentazioni, fasce lapidee, rivestimenti, parquet e dettagli costruttivi.
Schema elettrico e coordinamento termoidraulico pensati insieme all'architettura.
Direzione artistica e direzione lavori per mantenere coerenza tra disegno e realizzazione.
Percorso progettuale
Ogni elaborato qui è associato a un tema preciso. Le tavole vengono mostrate complete, con il loro riquadro e le scritte originali, oscurando soltanto i dati sensibili. In questo modo il racconto resta coerente con il documento d'archivio.

Appena entrati, una cappottiera attrezzata permette di riporre immediatamente gli indumenti. Non è un'aggiunta successiva: è parte della distribuzione e del modo in cui la casa accoglie chi entra.
La zona d'ingresso organizza anche una doppia uscita: una più pratica e vicina alla cucina, utile nel quotidiano; l'altra più diretta e di rappresentanza verso il living.
Il progetto traduce così in architettura gesti semplici ma decisivi: rientrare con la spesa, lasciare gli indumenti, ricevere un ospite, entrare nella zona giorno senza attraversamenti inutili.


Il pavimento principale è in cotto artigianale fatto a mano, scelto per il calore e per quella qualità materica che difficilmente si ritrova in pavimentazioni industriali più uniformi.
Proprio perché il cotto, anche se cerato, resta più sensibile all'assorbimento di oli e alimenti, nella zona cottura viene prevista una fascia in pietra. La scelta protegge il materiale nel punto più delicato senza rinunciare alla continuità visiva del pavimento.
Accanto alla tavola generale viene ora riproposto anche il disegno della posa in opera delle piastrelle nell'ingresso, importante per leggere la precisione del progetto fino al dettaglio esecutivo.
Qui il dettaglio costruttivo coincide con il progetto: estetica, uso quotidiano e manutenzione vengono risolti insieme.

La camera non viene pensata come un volume occupato soltanto dal letto. Il progetto introduce una zona con camino e poltrone, uno spazio di sosta e di intimità interno alla camera stessa.
Il letto è collocato su una pedana rivestita in parquet, che distingue la zona riposo e ne rafforza il carattere. A completare la suite ci sono il bagno e la cabina armadio, organizzati come parti di un unico sistema.
La qualità del progetto emerge proprio da questa articolazione: diverse funzioni, diversi gradi di privacy e una precisa gerarchia degli spazi.

Le sezioni e i prospetti interni mostrano che il lavoro prosegue oltre la distribuzione. Camino, rapporti verticali, aperture, elementi fissi e proporzioni vengono verificati prima del cantiere.
È qui che il progetto assume realmente un livello esecutivo: ciò che in pianta è un segno trova una misura, un'altezza e una relazione precisa con gli altri elementi della casa.

La tavola dell'impianto elettrico documenta un progetto tecnico coordinato con la distribuzione. Punti, percorsi e funzioni seguono il modo in cui gli ambienti vengono utilizzati.
Lo stesso criterio veniva adottato per gli impianti termoidraulici: non sistemi sovrapposti al progetto all'ultimo momento, ma componenti integrate nello sviluppo complessivo della casa.


Le ulteriori sezioni e l'abaco degli infissi raccontano lo stesso metodo: definire prima ciò che altrimenti sarebbe lasciato alla sola interpretazione dell'esecutore.
Tipologie, aperture, elementi fissi e rapporti dimensionali vengono resi leggibili come parte di un sistema coerente.
Prima del rendering
Alla fine degli anni Novanta le viste tridimensionali venivano spesso disegnate e colorate a mano. Questo richiedeva tempo, ma imponeva una comprensione profonda dello spazio prima ancora della sua rappresentazione.
Parte dell'archivio cartaceo si è deteriorata nel corso dei decenni a causa dell'umidità. Le tavole rimaste, però, bastano a documentare qualcosa di essenziale: un modo di lavorare fondato sul controllo dei dettagli, sulla responsabilità tecnica e sulla continuità tra progetto e cantiere.
Gli strumenti sono cambiati. Il livello di attenzione al progetto no.
1999 → oggi
Ciò che emerge dalle tavole non è soltanto la qualità grafica di un progetto di oltre venticinque anni fa, ma una posizione professionale precisa: seguire una casa nella sua interezza, fino a renderla costruibile e controllabile in cantiere.
È questo il valore che l'archivio conserva. Non soltanto memoria, ma prova concreta del fatto che l'esperienza dichiarata oggi nasce da un lavoro reale, dettagliato e responsabile.
L'esperienza non è il numero degli anni trascorsi. È ciò che si è imparato a controllare durante quegli anni.
Dall'archivio dello studio
Progetti storici e lavori recenti raccontano la continuità del metodo dello studio.
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