Quando emerge un problema edilizio, la domanda arriva quasi sempre subito: “Si può sanare?”. È comprensibile, ma molto spesso è la domanda sbagliata da cui partire.
Prima bisogna capire che cosa esiste davvero, quale sia lo stato legittimo dell’immobile, come si sia generata la difformità e quali siano le conseguenze tecniche e amministrative.
Non tutte le difformità sono uguali
Una diversa distribuzione interna, un aumento di superficie, una modifica di sagoma o un’opera realizzata senza titolo non sono la stessa cosa. Cambiano molto sia le valutazioni sia le possibili strade da seguire.
A volte regolarizzare non conviene
Ci sono casi in cui una sanatoria è possibile ma poco sensata. In altre situazioni, invece, può essere più corretto o più semplice ripristinare.
La consulenza giusta non parte dalla pratica da presentare. Parte dal capire quale soluzione abbia davvero senso per quell’immobile.
Naturalmente ogni caso va analizzato in modo specifico, sulla base degli atti disponibili e della normativa applicabile.
