Capita spesso di vedere campioni molto belli scelti uno per uno e poi messi insieme con un risultato deludente.
Il problema è semplice: i materiali non vivono mai da soli.
Vivono sempre in relazione.
La luce cambia tutto
Un beige caldo, un legno, una pietra o un tessuto possono apparire in un modo in showroom e in un altro completamente diverso nella stanza reale.
La luce del mattino, quella artificiale serale o un affaccio a nord cambiano tutto.
Conta anche la quantità
Un campione piccolo non restituisce mai l’effetto di una superficie ampia.
Per questo conviene osservare i materiali insieme e, quando possibile, direttamente nello spazio in cui verranno usati.
L’armonia non nasce dalla bellezza dei singoli campioni. Nasce dal modo in cui si fanno spazio l’uno con l’altro.
Alla fine il progetto non è una somma di elementi belli.
È un equilibrio.
Il materiale non si sceglie mai da solo
Un campione può sembrare perfetto in showroom e cambiare completamente quando viene messo accanto a un legno, illuminato con una temperatura di colore diversa o esteso su una superficie molto più grande.
Per questo colori e texture vanno verificati in relazione tra loro e rispetto alla luce naturale e artificiale prevista. La scelta di un pavimento, di una parete o di un tessuto non è mai indipendente dal resto.
Nel progetto d’interni l’obiettivo non è accumulare materiali interessanti, ma costruire una gerarchia: quali superfici devono essere protagoniste, quali devono fare da fondo, dove serve contrasto e dove invece continuità.
Questo approccio è leggibile nel case study di interior design a Napoli e nelle case al Vomero.

